Comprendiamo cos’è l’etere per vivere meglio

etere
27 Settembre 2022

L’etere, questa sconosciuta.

Ogni giorno siamo a contatto con una sostanza universale talmente sottile ed elevata che difficilmente può essere compresa, proviamoci ugualmente e per farlo partiamo proprio dalla parola.

Il termine sostanza deriva dal termine latino substantia, dove sub significa “sotto” e stantia equivale a “stare”.

Sostanza è quindi ciò che sta sotto.

La sostanza di cui tratteremo, sebbene sia così elevata, è molto densa, molto più della materia stessa.

Cos’è l’etere e perché capirlo è importante

Per effetto del dualismo, lì dove esiste qualcosa deve per forza esserci una controparte, bene, l’antagonista della sostanza è proprio la vita, che rappresenta la stessa cosa con aspetti differenti.

Vita e sostanza sono comunque inseparabili, la prima è positiva mentre la seconda negativa.

La vita è dinamica, attiva, elettrica, la sostanza è statica, è forma o materia.

La vita è il padre che genera, la sostanza è la madre che concepisce.

La vita senza nulla su cui operare non avrebbe senso di esistere, è quando questa si unisce con la sostanza che viene generata l’energia attiva, meglio nota come sostanza universale, coscienza o anima.

L’intero mondo manifesto si basa sulla sostanza e sulla coscienza e tutto ciò che appare deriva dall’energia.

Oggi sappiamo che la stessa materia non è altro che energia nella sua forma più densa.

Etere e Spirito

Sempre per il principio della dualità di questo mondo manifesto come di altri, però, lì dove c’è qualcosa deve esserci per forza una controparte. L’antagonista della materia è ciò che chiamiamo Spirito e la materia non è nient’altro che Spirito degradato.

Quando la materia viene generata, l’energia attraversa 7 stati (chiamati anche piani) e, in base a quanto lo Spirito viene degradato, nel “prodotto finale” sono riconoscibili (e attivi) solo alcuni.

È noto, ad esempio, che l’uomo opera su tre piani:

  • fisico,
  • emotivo,
  • mentale

e nella sua vita può avvicinarsi al quarto, più alto, il Sé, prendendone coscienza (Piano Búdhico o Intuitivo).

Gli altri 3 piani comunque sono per completezza:

  • Átmico o Nirvánico,
  • Monádico,
  • Divino o Ádico.

Le scienze antiche ci dicono che ogni singolo stato o piano è a sua volta diviso in altri 7 piani.

Nel piano fisico, ad esempio, abbiamo 3 stati più che conosciuti (solido, liquido, gassoso), ciò che pochi sanno è che accanto a questi esistono altri 4 piani, chiamati tutti Eterici, che hanno la funzione di unirsi a questi stati e interpretarli formando sostanze di tipo differente.

Anche l’uomo non fa eccezione in questo ed ha una controparte eterica, positiva che ha lo scopo di tenere insieme la parte fisica negativa.

Per comprenderlo basterebbe interrogarsi su cosa succede al nostro corpo dopo il trapasso.

La nostra parte eterica e l’Essere più profondo

La nostra parte eterica, dunque, è parte della sostanza, della vita e dell’energia universale e si alimenta dal serbatoio in cui quest’ultima è, si muove e vive.

Ognuno di noi esiste su 7 piani, come detto, per tale ragione il nostro corpo ha in essere 7 punti di contatto con la Fonte ma solo 3 sono attivi, gli altri quiescenti ma oggi più che mai, abbiamo una possibilità: i 3 piani (fisico, emotivo e mentale) possono essere finalmente coordinati così da rivelare finalmente il Sé e questo ci aprirà le porte per manifestare i restanti.

È solo quando questo accadrà che saremo in grado di utilizzare al massimo la nostra innata qualità creatrice, non prima.

Solo quando il Sé prenderà pieno possesso del corpo eterico, sarà in grado di guidare la mente anche per svelarle il mistero per liberare gli altri centri di forza quiescenti.

“La domanda… è se e come sia possibile sviluppare l’Essere più profondo; quando parliamo dell’Essere di n uomo in contrapposto alla sua capacità di azione, intendiamo l’anima vitale; e quando diciamo che questo Essere decide, intendiamo dire che tutte le sue manifestazioni sono compenetrate dalla vita individuale, che ogni singola espressione irradia personalità, e che, in ultima analisi, questa personalità è responsabile. Ora una tale compenetrazione può effettivamente aver luogo, quando già non esista.

Ciò è possibile grazie al fatto che l’uomo, in quanto possiede mente e anima, rappresenta una connessione sensibile entro la quale la coscienza muove liberamente. Egli è libero di scegliere il campo cui dare importanza: secondo la “zona” cui rivolge l’attenzione, l’organismo psichico trova un nuovo centro di esistenza. Quindi, se la ricerca teorica mostra che dal “posto” in cui la coscienza è concentrata dipende se il centro è nell’Essere o alla superficie, diventa praticamente possibile ottenere lo spostamento necessario. Quindi, in linea di massima, chiunque può sviluppare il suo Essere; a questo scopo deve continuamente concentrarsi su Esso, continuamente obbligarsi a pronunciare solo ciò che è realmente connesso con l’Essere profondo. Certo, è difficile. Non solo il procedimento è molto lento, ma richiede altresì una tecnica specifica”.

Keyserling

“Sembra vi sia ragione di sperare in un miglior futuro fisico della razza umana, con l’aiuto di un’igiene mentale. Finita l’era dei ciarlatani, e in parte anche con il loro aiuto, è sorta la possibilità di migliorare decisamente il controllo di sé stessi, dato che il carattere spirituale di una disciplina come lo Yoga si avvicina ai semplici elementi della psicologia occidentale e a un sano sistema morale. Nessuno di questi è valido senza gli altri”

Hocking

Hocking a mio avviso sostiene una tesi giustissima.

L’etere tra oriente e occidente

Oggi abbiamo la possibilità di poter usufruire degli insegnamenti dell’oriente e dell’occidente, fondendo i due pensieri e, solo quando riusciremo a superare queste barriere, la possibilità di agire come anima, come sintesi di meccanismo, come vita, sarà accelerata.

Sappiamo tutto del Corpo Umano, la scienza ha fatto passi da gigante soprattutto nell’ultimo secolo ma molte cose sono ancora ignote.

Ad esempio come funzionano le nostre ghiandole?

Sappiamo che gli ormoni regolano la parte chimica ma ben poco ancora è stato compreso fino in fondo.

La Pineale, ad esempio, sita nella testa cosa secerne?

Della Pituitaria, sempre sita nella testa, sappiamo che la parte posteriore secerne la Pituitrina ma la parte anteriore?

Della Tiroide, sita nella gola sappiamo che secerne la Tirossina tra le altre cose, conosciamo il suo meccanismo ma si può dire lo stesso della ghiandola del Timo custodita nel torace superiore?

Diverso è per il Pancreas, per le Surrenali o per gli Interstiziali del basso ventre compresi testicoli e ovaie, questo non a caso visto che siamo padroni dei 3 stati inferiori.

Se a questo sommiamo il fatto che solo il 5% del DNA è stato codificato mentre la restante parte è stata classificata come “spazzatura” solo perché non riusciamo a interpretarlo, qualche domanda viene spontanea.

Tra oriente e occidente

Le energie della Fonte, secondo conoscenze antiche, possono essere divise in 3 categorie:

  • Fohat,
  • Prana,
  • Kundalini.

In Fohat risiede la volontà di esistere, il principio vitale, il proposito divino in azione.

Il Prana è il risultato dell’unione tra vita e sostanza e si manifesta come energia, produce coesione, ha come effetto la vitalità, la sensibilità e alla massima potenza attua il proposito divino.

L’energia della Kundalini è la forza nascosta della materia. Un vasto potere occulto racchiuso nel Tutto, in particolare nell’uomo stesso che attende di essere rivelato.

Questo sono le tre energie che l’Etere (Akasha) utilizza e con cui opera la sua manifestazione.

Teoria e tecniche dell’insegnamento orientale hanno un solo scopo: migliorare l’assorbimento del Prana (l’energia dell’Anima) al solo fine di manifestare tramite il corpo fisico.

Lo scopo ultimo di tutti le pratiche è, quindi. la massima unione possibile con la propria Amina per mezzo delle energie già in nostro possesso.

“Varie genti in antico hanno localizzato in diverse parti del corpo la sede della Anima o della vita, quali il sangue, il cuore, il respiro. Generalmente il cervello non fu considerato come sede. Il sistema vedico pone nel cuore il principale centro della coscienza, e ancor oggi conserviamo un avanzo di questa nozione in frasi come: “prendersela a cuore” e “etudier par coeur”. Sadhaka, una delle cinque funzioni di Pitta – situata nel cuore – coopera indirettamente all’attività delle funzioni conoscitive mantenendo le contrazioni cardiache ritmiche; si è pensato che, probabilmente questa interpretazione della funzione del cuore avesse spinto i fisiologi indiani a considerarlo sede della conoscenza.

Tuttavia, secondo i Tantra, i più importanti centri di conoscenza si troverebbero nei Chakra del sistema cerebro-spinale e nella parte superiore del cervello (Sahasrara) sebbene il cuore sia considerato come sede di jivatma, o spirito incarnato, sotto l’aspetto di principio vitale, o Prana”.

Questi due punti di vista spiegano probabilmente il fenomeno dell’essere umano.

Con il procedere dell’evoluzione, si trova e si dimostra che il centro positivo o nucleo vitale della forma materiale è alla base della spina dorsale, che il centro positivo della vita sensibile dell’uomo cosciente è nel cuore, mentre il centro positivo della mente e dei principi spirituali è nella testa.

Tutta la teoria e la tecnica dell’insegnamento orientale per quanto riguarda i centri dell’uomo tendono ad un migliore assorbimento di prana, o energia dell’anima. Se lo comprende, l’uomo può manifestare (tramite l’automatismo del corpo fisico) quei poteri e quelle qualità che sono eredità dell’uomo spirituale: l’anima.

Dunque, scopo di tutti i metodi e di tutte le pratiche è l’unione cosciente con l’anima, subordinando le due energie inferiori, della materia e della natura mentale sensibile, alla più elevata: la vita spirituale. Ciò compiuto, essa vivifica un’anima che non conosce più ostacoli e confini perché ha perfezionato il suo meccanismo. La materia è stata elevata al cielo, donde l’insegnamento indù circa il fuoco di Kundalini, l’energia della materia (talvolta chiamata Madre), che deve salire dalla base della colonna vertebrale alla testa. Tutto ciò trova corrispondenza nell’insegnamento della Chiesa cattolica sull’assunzione della Vergine in cielo a fianco del Figlio, il Cristo, l’Anima. Questo deve essere compiuto dall’Anima, o Sè, assisa nella coscienza mentale e cerebrale donde controlla l’energia dell’intero uomo naturale. Questo è lo yoga, o unione, esperienza non soltanto mistica, ma anche vitale o fisica. Sono le nozze mistiche dei Cristiani. È l’integrazione dell’uomo completo, fisico, senziente e mentale, e quindi l’unificazione cosciente con l’anima universale.”

Arthur Avalon

È dunque possibile comprendere cosa sia davvero l’Etere?

È possibile carpirne l’essenza è sfruttarla a nostro vantaggio per ritornare a essere “Padroni della nostra casa”?

Certo che è possibile e oggi abbiamo tutti gli strumenti per farlo.

Comunque resta solo una considerazione.

Bruciarsi inseguendo qualcosa di più grande è molto facile.

Affidati sempre a chi ha percorso questo cammino prima di te e, indipendentemente dal percorso che sceglierai, apri la tua mente anche a diverse prospettive.

Scegli, però, solo percorsi in cui riconosci nel Maestro risultati veri, fidandoti della tua Anima e del tuo Aminus.

Abyssus abyssum invocat

Renovetur

 

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