La storia Taciuta: gli Iperborei i nostri veri progenitori

iperborea
5 Maggio 2022

C’è una storia che pochi conoscono, che non compare nei libri ufficiali di scuola, che da secoli viene taciuta ma confutata da fatti innegabili: la storia degli Iperborei, per molti i veri progenitori della nostra attuale civiltà.

Storia accessibile solo a pochi eletti, spesso ai ricercatori indefessi o a chi è capace di aprire gli occhi quel tanto in più che basta per capire che c’è effettivamente chi vuole e desidera celare qualcosa.

Da sempre l’uomo, del resto, tende a tenere ben custoditi determinati segreti.

Racconti, narrazioni, legende che da tempo, però, vengono ugualmente tramandate a chi ha orecchie per sentire.

Storia a cui molti protagonisti dell’umanità sia in positivo sia in negativo, sia in un passato remoto sia in passato più recente, si sono inspirati, coscienti che quello che veniva tramandato non potessero essere solo favole raccontate ai bambini ma qualcosa di più, visto che culture molto lontane tra loro sia come distanze geografiche sia come tempi, avevano troppi punti in comune che raccontavano di queste antiche popolazioni.

Giustizia è fatta e oggi possiamo serenamente dire che, come per gli Atlantidei anche la civiltà degli Iperborei, nonché gli Ariani e la mitica isola di Thule possono avere lo spazio che meritano.

Il tutto può essere letto in chiave allegorica ma, nell’epoca dell’Acquario, forse sarebbe giusto iniziare a farsi qualche domanda in più sugli iperborei.

Gli Iperborei

La bora è un vento che soffia dai quadranti nordorientali decisamente freddo.

È considerato, a ragione, il vento più violento e turbolento d’Italia e dell’intero bacino del Mediterraneo.

Gli antichi greci ci hanno insegnato indirettamente molto e, oltre a tramandarci moltissimi miti su popolazioni ormai lontane come le Amazoni e gli Atlantidei, ci hanno narrato di una popolazione che adorava il Dio Apollo nel Circolo polare artico da cui, con estrema tranquillità, possiamo dire che tutto è nato: gli Iperborei, abitanti della Iperborea di cui parla tra gli altri Platone  nel “Timeo” e nel “Crizia” rifacendosi molto probabilmente alle scoperte di Erodoto di Alicarnasso  (consioderato il padre della Storia) ma anche Plindaro, Plinio, Virgilio e Cicerone.

Popolazione di altissima statura, gli Iperborei erano una civiltà molto evoluta sul piano scientifico e astronomico con una abilità innata nel campo edilizio e nautico.

Veneravano il Dio Apollo, probabilmente perché gl iiperborei avevano un sole che spendeva 24 ore al giorno per moltissimi mesi all’anno (cosa che ancora oggi succede in quelle zone del mondo), e per il filosofo greco Eliano  erano “I figli di Borea (Il vento del nord) e Chione (neve), alti sei cubiti [circa 3 metri]”.

“Quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla faccia della terra e furono loro nate delle figlie,  avvenne che i figli di Dio videro che le figlie degli uomini erano belle e presero per mogli quelle che si scelsero fra tutte.  Il SIGNORE disse: «Lo Spirito mio non contenderà per sempre con l’uomo poiché, nel suo traviamento, egli non è che carne; i suoi giorni dureranno quindi centoventi anni».  In quel tempo c’erano sulla terra i giganti, e ci furono anche in seguito, quando i figli di Dio si unirono alle figlie degli uomini, ed ebbero da loro dei figli. Questi sono gli uomini potenti che, fin dai tempi antichi, sono stati famosi. Il SIGNORE vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che il loro cuore concepiva soltanto disegni malvagi in ogni tempo. Il SIGNORE si pentì d’aver fatto l’uomo sulla terra, e se ne addolorò in cuor suo.  E il SIGNORE disse: «Io sterminerò dalla faccia della terra l’uomo che ho creato: dall’uomo al bestiame, ai rettili, agli uccelli dei cieli; perché mi pento di averli fatti».  Ma Noè trovò grazia agli occhi del SIGNORE.”

Genesi 6:1-8

Del “diluvio universale”, ormai lo sappiamo, ci sono moltissime tracce storiche come anche dei cambiamenti climatici del nostro amato mondo nel corso della storia.

Tra mito e leggenda un fondamento di verità sugli Iperborei

iperborei civiltà

Sappiamo che un tempo, in una storia lontana, la Siberia aveva un clima mite e i popoli Pre-Slavi e Ariani abitavano quelle terre.

A causa delle glaciazioni questi popoli dovettero abbandonare il posto in cui erano nati e spostarsi a cercar fortuna verso l’Europa e l’Asia.

Conosci il sito archeologico di Arkaim?

Risalente all’età del bronzo, situato nelle steppe degli Urali meridionali questo sito rappresenta qualcosa di inconcepibile per la sua datazione storica.

“Arkaim era protetta da due mura circolari, vi era al centro una piazza circolare circondata da due file di abitazioni poste ad anello e separate da una strada, la fila interna contava 27 abitazioni mentre la fila più esterna 39 o 40 Zdanovič ha stimato che la popolazione si aggirava fra i 1500 e i 2500 individui. L’insediamento copriva un’area di 20.000 metri quadrati. Attorno alle mura di Arkaim vi erano campi arabili irrigati tramite un sistema di canali.” [Fonte]

Nello steso sito archeologico ci sono stati ritrovamenti di numerosi tombe di “giganti” con il cranio allungato, conformazione classica del popolo Atlantideo.

Questi popoli furono gli stessi catari che si spinsero fino al nord della Francia, adoratori non a caso del Dio Ra, lo stesso Dio del sole come Apollo che veneravano i loro predecessori.

Iperborei che con gli Ariani (i loro nobili) colonizzarono anche l’india settentrionale e che furono non a caso etichettati come “I bianchi che portano la conoscenza”, gettando le basi per Induismo, Brahmanismo e Buddhismo.

Indiani che tra l’altro già conoscevano l’Iperborea come la “Terra Santa”, sede della Tradizione Primordiale o Sanātana Dharma,  la “Contrada Suprema”, secondo il termine sanscrito Paramadeśa, deformato dai Caldei in Pardes e dai Latini in Paradisum, Paradiso appunto, chiamata Vārāhī (Paese del cinghiale) e più tardi conosciuta come “Paese dell’orso”.

Indra, il leader dell’invasione Ariana, del resto, viene così ricordato nel Rigveda

“Tu, Indra, sei il distruttore di tutte le città, l’assassino dei Dasyus, la guida dell’uomo, il re del cielo”

e il popolo Ariano viene più volte citato in molti testi antichi, come per esempio il Soma Pavamana

“Attivi e lumonosi si sono fatti avanti, impetuosi in velocità come dei tori, ed hanno cacciato via la pelle scura”. (9.41.1)

Sono poi tanti i riferimenti e le tradizioni che collegano questi antichi popoli anche ai Celti della Scozia, a dimostrazione che i nostri veri progenitori siano effettivamente loro e, se volessimo davvero iniziare a parlare dei ritrovamenti di Göbekli Tepe in Turchia risalenti al 9.000 AC, è facile iniziare a pensare all’epoca del Mesolitico come qualcosa di estremamente differente da come fino a oggi ce l’hanno narrata con un Uomo che era prevalentemente cacciatore e raccoglitore, ancora lontano da una effettiva civilizzazione.

Da Hyperborea a Thule

Hyperborea era conosciuta in età greco-romana anche con il nome di Thule o Siria.

Thule in greco significa bilancia o scala ed è molto probabilmente il nome ha derivazione proprio dal sanscrito, lingua originaria, dalla parola Tula nome della costellazione polare.

A riprova di questo le costellazioni dell’Orsa Maggiore e dell’Orsa Minore sono chiamate in India dei “sette orsi” e questa terra fu ribattezzata come detto “Paese dell’orso” in seguito.

Siria invece significa “Casa del Sole” ed è facile immaginare il perché dopo tutto quello che abbiamo finora detto.

Diodoro Siculo scrisse a proposito dell’iperborea

“La loro terra era nell’Oceano ed era simile per dimensioni alla Sicilia: Leto, madre del Dio Apollo, nacque lì. Questo spiega il legame molto stretto che lega Apollo a queste genti e la presenza in quella terra di un magnifico tempio sferico dedicato al Dio. Gli iperborei vivevano in perfetta felicità ignorando il dolore, la malattia e la morte”.

Che sia stata proprio Thule l’isola da cui tutto è partito con gli iperborei?

Esistono come visto tantissime documentazioni in merito.

L’isola di Thule ha da sempre affascinato i ricercatori.

Purtroppo, però, a quest’isola è anche legato ciò che di più nefasto oggi ricordiamo nel secolo scorso.

Dal suo mito si formò la Thule-Gesellschaft per mano di Rudol Glauer e i menbri di questa società esoterica segreta portavano una spilla a croce Uncinata intersecata da due lance incrociate, contrassegno simbolico che era stato ripreso da un prototipo arcaico rinvenuto in Slesia, raffigurante una Croce Uncinata apposta ad una antica ascia germanica.

Sappiamo cosa poi sia successo con il mito della razza Ariana, la razza pura di cui solo la razza indoeuropea è la presunta diretta discendente con la Germania che si considerò la sua più pura espressione chiamata a tramandare la civiltà e guidare i destini dei popoli.

Thule è ben altro è non può essere confusa con la follia di un sol uomo pienamente colpevole dei crimini che ha commesso.

Prendi tutto questo come una favola, una delle tante che si raccontano ai bambini ma se siamo ciò che siamo oggi è grazie a ciò che altri hanno fatto prima di noi ed è grazie agli Iperborei che viviamo in questo magnifico modo potendo scegliere chi vogliamo essere.

È giusto parlare ancora di mito e leggenda quando sappiamo così tanto?

Abyssus abyssum invocat

Renovetur

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