Cosa accadrà dopo il coronavirus in Italia e nel Mondo?

dopo il corona virus
6 Maggio 2020

Sono in tantissimi che si chiedono cosa succederà dopo il coronavirus, come cambierà la nostra vita e se tutto tornerà come prima.

Mi spiace davvero deluderti ma vorrei che aprissi gli occhi: quando questo periodo sarà finito, perché finirà, nulla sarà di nuovo come un tempo e sta a noi, oggi e non domani, mettere in campo la giusta energia perché ciò che sarà sia migliore e non peggiore del passato.

Abbiamo commesso certamente degli errori.

Il dopo Covid-19 ci da’ la possibilità di ricominciare.

Dopo il coronavirus

dopo il coronavirusLa cabala e l’albero della vita  ci insegnano che il primo dei 7 talenti formatori è il Potere.

Per comprendere il dopo il coronavirus è da qui che dobbiamo partire.

Senza Potere Volitivo l’uomo non sarebbe un bel niente.

Con il Potere Volitivo l’uomo può definitivamente scegliere.

Come la Tradizione ci insegna quando l’IO, decise di diventare IO SONO per comprendere meglio sé stesso, attuò questo processo tramite la Volontà dalla quale scaturì il Potere per farlo.

Se l’IO, difatti, non avesse compiuto questa scelta, né io né te, né il Mondo, né l’Universo, né il Multiverso avrebbe visto la Luce.

In qualità di suoi figli, massima espressione del Creato, in noi risiede il Potere della creazione e della generazione.

Ieri come oggi, l’uomo può creare, partendo da un’idea, attraverso degli strumenti, cose nuove come può migliore ciò che già lo circonda.

Il Potere volitivo è il primo reale e concreto talento che l’IO SONO ci ha donato.

Come tutto quello che ci circonda e come lo stesso IO – IO SONO, è duale.

È in questo mistero che alberga ciò che è per secoli e millenni ha confuso la mente dell’uomo.

Spiegarlo in poche righe non è semplice tuttavia è lecito provarci anche per comprendere cosa accadrà dopo il coronavirus.

Il prima

Il Potete Volitivo viene generato delle Idee, dai Pensieri, e questi, a loro volta, sono frutto di ciò che siamo nella nostra realtà presente.

Quando l’uomo è nella sua massima espressione di splendore, ossia è connesso con uno dei suoi Sé Superiori, le Idee saranno sempre positive poiché è stata proprio la stessa Volontà dell’IO SONO a volere che noi sperimentassimo al fine di conoscersi meglio quando ritorneremo a casa.

Il fatto è che sono davvero pochissimi gli uomini che sono eternamente connessi con la propria essenza.

Ecco perché le Idee, i Pensieri, sono la maggior parte delle volte inquinati sin dalla loro genesi, distorti come sono dalla Personalità.

La Personalità

Tu, Io, siamo ciò che pensiamo e ciò che pensiamo, salvo quando riusciamo ad estraniarci da questa realtà, è frutto del nostro passato e di intere generazioni passate che ci hanno preceduto.

In quest’epoca molti credono che quando un bimbo nasce sia una lavagna bianca su cui iniziare a scrivere.

In verità, sin dalla nostra venuta al mondo, abbiamo già in quanto specie umana, ereditato dai nostri precessori buona parte di ciò che saremo in questa vita e, anche se “la teoria del 3 cervelli” viene comunemente attribuita a MacLean ,  già i nostri avi sapevano benissimo che ogni creatura, istintivamente, sa già come sopravvivere.

Questo è ovvio se ci pensi, basta osservare la natura anche senza dover per forza conoscere l’esistenza del cervello rettiliano.

Come sa, ad esempio, un pulcino quando rompere l’uovo?

Perché le tartarughe marine appena nate cercano subito il mare?

Come fa un fiore a sapere quando deve sbocciare?

Chi gliel’ha detto?

Così anche l’uomo, quando è concepito ha degli “istinti” che appartengono alla sua sola specie e la lavagna bianca, dunque, completamente bianca non è in quanto è già scritta.

Quando il bimbo cresce fa delle esperienze e queste formeranno credenze alle quali la sua personalità si aggrapperà per tutta la vita.

La società, la famiglia, le istituzioni fanno poi il resto “formando” l’uomo e trasformandolo da ciò che poteva essere in ciò che oggi siamo.

La Personalità è, dunque, frutto di un mix ben assortito di credenze e valori, auto-generato attraverso la nostra storia personale ed ereditato da ciò che ci circonda ed è capace di alterare, vistosamente, il nostro Tutto.

Se passa l’assioma che noi siamo ciò che pensiamo, per analogia, noi siamo la nostra personalità che, quindi, non deve essere concepita come qualcosa di astratto ma come qualcosa di tangibile e reale.

Non dimentiamoci che, la nostra personalità è un’energia molto potente capace di generare Egregore sconfinate su cui si struttura tutto il piano sottile.

Come puoi lottare con qualcosa di così potente?

Contrastare la nostra personalità non è affatto semplice e come potrebbe esserlo d’altronde?

Esistono, certo, svariati metodi per farlo come il ricordo di sé, ne parleremo più in là.

Mai come nel periodo dopo il coronavirus questo sarà importante.

Per adesso ciò che ci interessa osservare é che non siamo sempre connessi, anzi ci sono persone che non sperimenteranno mai questa grazia per tutta la vita.

Dopo la crisi e dopo il coronavirus

L’etimologia di crisi deriva senza dubbio dal verbo greco krino = separare, cernere, in senso più lato, discernere, giudicare, valutare. Nell’uso comune ha assunto un’accezione negativa in quanto vuole significare un peggioramento di una situazione. Se invece riflettiamo sull’etimologia della parola crisi, possiamo coglierne anche una sfumatura positiva, in quanto un momento di crisi cioè di riflessione, di valutazione, di discernimento, può trasformarsi nel presupposto necessario per un miglioramento, per una rinascita, per un rifiorire prossimo.

[Fonte]

Il Covid-19 porterà molte crisi a tutti i livelli (a livello sociale, a livello geo-politico, a livello economico ecc.).

I nostri avi, anche attraverso l’Albero della vita, ci hanno messo in guardia sui possibili errori e noi ciechi e sordi non abbiamo osservato questi precetti.

Eppure sono sempre stati davanti ai nostri occhi.

Ogni bimbo, prima che l’altra parte della lavagna bianca sia definitivamente “imbrattata” sa, ad esempio, che per avvicinarsi a qualsiasi cosa, bisogna esserne attratti.

Il bimbo entra in correlazione con “ciò che gli risuona” classificandolo, spesso, con un banale “Mi piace” o “Non mi piace”.

Inizia la discesa da Tiferet (la Bellezza).

Thélema

Il nostro bimbo adesso prova quella che i filosofi greci chiamano Thélema (θέλημα) ovvero l’amore per quel che si fa, il piacere di fare, il desiderio di voler fare.

Siamo in Netzrach (la Vittoria).

Se non esiste Thélema il nostro bimbo semplicemente si rifiuta e passa oltre.

È forse un caso che Aleister Crowley all’inizio del XX secolo elaborò la filosofia Thelema chiamandola proprio così?

Certamente no!

La prima legge di questa filosofia dice

“Fai ciò che vuoi sarà tutta la Legge. L’amore è la legge, amore sotto la volontà.”

Osservati…

C’è Thelema nella tua attuale vita?

Ci avviciniamo a ciò che ci attrae o ci forziamo ad entrare in risonanza con un Tutto che, in realtà, non ci appartiene?

Basta osservarci per comprenderlo.

Sofia

Solo dopo Thèlema, il nostro bimbo, desiderà avere Sofia (dal greco σοφία), ovvero conoscenza, possesso teorico di approfondita scienza e capacità morale di saggezza (φρόνησις, phronesis).

Si tratta di teoria che dovrà essere messa in pratica e ci troviamo ora in Hod (Lo Spendore) con Mercurio che regna sovrano.

In questa fase cerchiamo di comprendere meglio l’oggetto del nostro amore diventato sempre più sapienti (dal latino sapientia, derivato di sapiens -entis «sapiente, saggio»), approfondendo ciò che c’è da sapere, entrando intimamente in correlazione ed unendoci a volte con esso.

Desideriamo conoscere ciò ci che attrae e diventare tutt’uno con ciò che risuona meglio per noi.

Quest’epoca è stata l’epoca del fare e dell’utilizzare.

Quanto conosciamo davvero ciò che ci circonda?

Sappiamo davvero cosa c’è dietro o ci accontentiamo della superficie?

Logos

Il terzo step, il passaggio successivo, è quello del Logos ((in greco antico: λόγος) e il nostro bimbo ora attiva il pensiero profondo, il discorrere interiore secondo ragione.

Siamo in Yesod (il Fondamento).

Scegliere, raccontare, enumerare, parlare, pensare.

La potenza della mente, quella vera, diventa parola ed espressione generatrice.

La parola adesso in grado davvero di creare perché ha prima attraversato le precedenti fasi.

Questo, però, avviene solo dopo che c’è stata sia Thelema sia Sofia non prima e, solo se, Thelema (l’amore) è davvero stato l’agente scatenante.

Non può avvenire diversamente, così è stato e così sara.

Oggi le parole hanno perso il loro vero potere.

Nomìa

Il quarto ed ultimo passaggio è infine la Nomìa [dal gr. -νομία, der. di νέμω «amministrare, reggere»].

Il nostro bimbo è ora capace di normare, di stabilire delle regole di utilizzo perché ha attraversato i 3 precetti precedenti.

Siamo finalmente in Malkhut (il Regno).

Anche questa volta non è un caso che dal termine Nomia derivano tutte le parole composte che probabilmente saranno oggetto della crisi che investirà il mondo dopo il Covid-19 ( autonomia, economia, ecc. ecc.).

La crisi spaventa la massa ma dovrebbe in qualche modo rallegraci perché di errori, sino ad oggi e sempre in “buona fede”, ne abbiamo commessi tanti ma possiamo finalmente ravvederci.

Abbiamo messo ciò che doveva essere messo all’ultimo posto al primo e ne paghiamo le conseguenze.

L’eco-nomia (oeconomĭa, dal greco οἰκονομία, comp. di οἶκος «dimora» e -νομία «-nomia» ), l’ “amministrazione della casa”, impera ma come possiamo amministrare ciò che non conosciamo ed amiamo?

La Nomia, dovrebbe essere solo l’ultimo passaggio, quello finale e conseguenza di ben 3 precetti precedenti.

Ciò che ci circonda ci sta ricordando che non possiamo normare su qualsiasi cosa fino a quando non abbiamo imparato ad amarla, conoscerla, sentirla nostra rispettandola.

La “nostra casa” ovvero il nostro mondo e il nostro Tutto ci stanno ricordando che occorre per forza entrare in risonanza con ciò che ci circonda, diventando protagonisti.

Torniamo bambini.

Abbiamo invertito l’ordine, adesso lo sappiamo.

Il dopo il coronavirus sarà un periodo molto interessante.

È tempo di ricominciare.

È tempo di valutare.

Abyssus abyssum invocat

Renovetur

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