Cos’è il Karma e come sfruttarlo invece di subirlo?

karma
27 Aprile 2017

Karma

Abbiamo parlato di Dharma la scorsa volta e di come, spesso, lo si confonda con il più famoso Karma.

Anche se il termine Karma è entrato ormai nello slang comune, spesso, viene utilizzato impropriamente soprattutto perché viene confuso con altri termini.

Karma non significa infatti solo:

  • destino;
  • futuro;
  • regole;
  • imposizioni esterne;

e quel che di solito crediamo.

Facciamo un po’ di ordine sul termine Karma

karmaIl termine Karma deriva, come il termine Dharma, dal sanscrito ( कर्मन् ) è può essere tradotto in vario modo.

Se proprio vogliamo sostituirlo con qualche termine si preferisca “causa” anche se questa parola non rende il concetto a cui gli Uomini del passato facevano riferimento quando parlavano di   kárman.

Come sappiamo la nostra cultura discende dalla notte dei tempi.

In particolare la cultura  sanscrita è antichissima ed ha contaminato, naturalmente e per ovvie ragioni, culture più recenti (per se secolari).

Così il termine karman si è riversato nella cultura ellenica ad esempio dove il termine antico kraínō  può essere sintetizzato con la parola “realizzare” così come nella cultura a noi più vicina latina dove da karman deriva la parola creo-are  ossia “creare”.

Dove nasce l’errore sul Karma

Sento spesso, quando si parla di Karma, parlare di “Legge del Karma”.

Le culture New Age confondono il Karma con una sua regola fondamentale limitandone la visione al solo concetto di “causa-effetto”…

Se anche tu credi a questo, fai attenzione perché stai cercando di guardare il tuo palmo avendo  la mano appoggiata sul tuo viso.

Il karma è molto ma molto di più e costituisce ciò che può renderci liberi purché comprendiamo cos’è non limitandone il concetto.

Questa confusione nasce dal fatto che, molte culture New Age, attingono il loro sapere dalle culture orientali e tantissime si rifanno all’ Induismo e/o al Buddismo semplificando troppo i concetti.

Sono dei mondi separati e non mi stancherò mai di riaffermarlo.

Il problema, infatti,  è che sia l’uno che l’altro sono dei veri e propri stili di vita prima che delle religioni che difficilmente possono essere calati nella nostra società che osserva ritmi esistenziali completamente differenti… Ne tanto meno fusi insieme!

Per astrazione e per sintesi induismo e buddismo concepiscono il karma come una ruota eterna che lega ogni vita a ogni altra, sia soggettivamente che oggettivamente.

In senso soggettivo, credendo nella re-incarnazione, ogni azione compiuta nelle vite precedenti si rifletterà nella vita attuale di un individuo portando, appunto, delle “cause-effetti”.

Ogni individuo fa parte di un TUTTO e per questo ogni sua azione si ripercuoterà sul suo TUTTO di appartenenza. La stessa azione sarà per lo stesso individuo un boomerang che presto o tardi tornerà indietro (se non in questa vita nella vite future) (senso oggettivo).

Ogni “azione virtuosa” produrrà “risultati virtuosi” e quindi un “Karma virtuoso”.

Ogni “azione non virtuosa” avrà un effetto contrario.

La ruota, il ciclo di cui si parlava viene chiamano in vario modo come ad esempio samsāra.

Sia per il buddismo che per l’induismo, sostanzialmente, vivendo, l’uomo lascia dei crediti o dei debiti, per così dire, che possono essere riscossi avvicinandolo o allontanandolo dallo stadio del Nirvana (illuminazione).

Questo è quello che ti direbbero…

Scopriamo davvero il karma cos’è

Il Karma è La Legge della redistribuzione.

Per il Buddismo ortodosso,

il Karma è quel solo nocciolo centrale morale che sopravvive alla morte e che continua nella trasmigrazione

Vale a dire che, quando passiamo a miglior vita, intendendo la nostra ciclicità come il giorno e la notte, dove nel giorno abbiamo vissuto e nella notte siamo in stand-by attendendo di ritornare per completare il nostro percorso evolutivo al fine di elevare il nostro piano e avvicinarci sempre di più alla FONTE, di noi non rimane nulla tranne le azioni che abbiamo compiuto.

Queste azioni hanno prodotto degli effetti (che sono state a loro volta delle “cause” di mutamento, hanno cioè causato qualcosa all’interno del nostro TUTTO).

Queste “cause” (sostanzialmente per intenderci meglio effetti) non possono essere eliminati dall’UNIVERSO (FONTE, TUTTO), e si ripercuotono su tutti i piani dell’uomo, sia in orizzontale all’interno del proprio TUTTO sia in verticale nei piani più elevati ed in TUTTO più grandi che comprendono il suo.

Ogni piano ha il suo karma che segue le stesse regole. Così troviamo non solo il karma di un singolo individuo ma anche karma di intere società, di intere nazioni, di intere popolazioni persino karma storici, cioè legati ad epoche storiche ben precise.

Il Karma è quindi la Causalità Etica, dove per etico intendiamo il senso morale (torniamo al nocciolo centrale morale) e per i Greci è rappresentato da Nemesi (la Dea della redistribuzione).

Come sappiamo Nemesi non toglie e non da ma aggiusta.

Il Karma  esiste dall’Eternità, è nell’Eternità è l’Eternità.

È l’eternità del ciclo della vita che si riflette non solo sull’UOMO ma su tutti gli uomini sia nel passato, sia nel presente che nel futuro.

Il karma è consapevolezza.

Consapevolezza che ogni azione porta effetti, scatena conseguenze su noi e sugli altri.

Il karma è giustizia.

Giustizia che presto o tardi le nostre azioni avranno delle conseguenze se non in questa vita nelle prossime e che, le nostre azioni, si ripercuoteranno anche sulla testa di chi ci è vicino.

Il karma è Eredità, quindi, ma, soprattutto, il karma è Legge-Non Legge essendo noi stessi gli artefici del nostro stesso destino che sarà impresso nel nostro Dharma.

Il karma è mutazione, trasformazione, possiamo essere e diventare i guaritori di noi stessi.

Il karma non è solo una Legge.

È il “non visto” che appare.

Tutte le nostre azioni, tutti i nostri pensieri, tutta la nostra esistenza è sorvegliata e non può essere nascosta.

Il karma è rivelazione…

Quello che siamo ci segnerà e segnerà per sempre la nostra intera vita… E nemmeno Narada, dell’esoterismo indù, potrà darci una mano.

Siamo noi ciò che scegliamo di essere.

Abyssus abyssum invocat

Renovetur

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  1. Corpo quantico,eterico e fisico e l'alchimia spiegata ad un bambino - […] propria appartenenza (sociale, famigliare, territoriale, ecc.) per vivere determinate esperienze (karma) che la porteranno in determinate direzioni […]

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